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Uno scolaro su quattro è obeso, la Coldiretti lancia una campagna: "Il profitto dipende anche dal cibo"

ROMA - Per essere in forma è fondamentale avere un'alimentazione corretta. I medici dicono che il profitto scolastico può dipendere anche da ciò che si mette nel piatto. Lo hanno capito le amministrazioni locali, che da anni sono molto attente alla dieta dei bambini nelle mense scolastiche e lo hanno capito i produttori di alimenti che quest'anno lanciano una campagna. Niente "pasticci", dunque, e alimenti che fanno ingrassare. Dice la Coldiretti, promotrice dell'iniziativa: "Non è sufficiente ridurre le porzioni dil cibo per combattere l'obesità e il sovrappeso, che in Italia interessa il 36% dei bambini, occorre formare le giovani generazioni alla conoscenza dei cibi e alla sana alimentazione". La campagna interesserà gli scolari di ottanta province italiane. In totale coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie: parteciperanno a oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche della Coldiretti e a oltre cinquemila laboratori del gusto che saranno organizzati sia nelle aziende agricole che nelle classi.

(da Il Messaggero, Lunedì 15 Settembre 2003)


MAMME ALLA RISCOSSA

Diventare imprenditrici non è mai stato così facile

COMUNICATO STAMPA - Roma, 29 Settembre 2003.
Massiccia campagna di comunicazione per il sito www.mammalavoradacasa.it che sta completando il restiling proprio in questi giorni.
Scopo dell'iniziativa è quella di rendere noto a tutte le mamme che è davvero possibile lavorare da casa e, tramite strumenti di comunicazione all'avanguardia, creare un'attività in proprio, semplice e gratificante, anche part time.

Sono molte le mamme già impegnate attivamente nel seguire il metodo del lavoro da casa con risultati straordinari: "si tratta di una comunità virtuale di donne che si aiutano tra loro creando, anche se a distanza, un ambiente collaborativo, molto piacevole. E' semplice - assicurano le responsabili del progetto - basta seguire il sistema, passo dopo passo".

Gli investimenti sono davvero minimi ed è garantita una formazione gratuita e costante per mettere in grado le mamme di raggiungere facilmente il successo con i loro ritmi potendo continuare a gestire con tranquillità le loro famiglie.

Per tutte le mamme che vogliano saperne di più basta richiedere un colloquio telefonico di approfondimento e selezione tramite il form on line nel sito www.mammalavoradacasa.it.

 


ROMINO 4 TIBET

Raccontiamo l'esperienza di viaggio di 2 nostri volontari che hanno raccolto fondi durante il II Romino Children Market (8 dicembre 1998) per i bambini del Tibet



L'amore per i bambini è un sentimento che ci accomuna, è una passione che ci lega e ci porta spesso a cercare situazioni dove i bambini siano i protagonisti.
Il viaggio verso il Nepal e l'India voleva essere fin dall'inizio un'esperienza costruttiva che ci portasse a conoscere realtà diverse: ambienti, usi e costumi differenti da quelli in cui siamo nati e cresciuti, portandoci ad un confronto, uno scambio, ad un adattamento, ad una comprensione ed accettazione profonda delle diversità, arrivando perfino a mettere in discussione abitudini e modalità della nostra cultura e dei risultati prodotti.
La  povertà è una parola facile per noi che non la conosciamo veramente, vivendo in una realtà che ruota intorno ai beni di consumo, al lusso, all'importanza dell'immagine. Lì dove la vita e l'importanza di questa sono legate a ben altri valori, ci è capitato più volte di mettere in dubbio la validità e l'utilità dei metodi educativi che ci appartengono. Abbiamo valutato quanto possa essere altrettanto equilibrata e sana la crescita di un bambino povero che non ha computer, giochi elettronici spaziali e futuristici, che non vive fra quattro mura e sotto una cappa irrespirabile di gas di scarico, che non ha paura e che non teme pericoli correndo e giocando nel suo ambiente esterno naturale.
Abbiamo desiderato e desideriamo intensamente che i nostri figli possano crescere con la gioia del contatto costante con un ambiente accogliente, generoso di fiori e frutti da cogliere e veder crescere.
La maggior parte dei bambini incontrati nei villaggi hanno una famiglia ed una casa, spesso di legno, pietra e terra, in mezzo a boschi, vallate o montagne, cascate, torrenti, erba e fiori a perdita d'occhio: è il loro ambiente, ne fanno parte e sono perfettam ente inseriti. Siamo stati noi a sentirci impacciati ed inadatti, disabituati al contatto con i cinque elementi, con ciò che ci offre nutrimento e vita.
I bambini nepalesi, indiani e tibetani sono spesso spettinati, con il viso polveroso, il naso che cola, immensamente felici per una penna in regalo, autonomi, intelligenti, disinvolti, agili e forti, con una luce espressiva e vivace negli occhi da non invidiare a nessun altro bambino.
Non vivono in condizioni di lusso e "benessere" come noi intendiamo, ma hanno una ricchezza ed una salute dell'anima invidiabili. Apprezzano il valore delle cose semplici, ogni giorno ringraziano nei gesti e nei pensieri la generosità della madre terra, dell'universo, dell'esistente bellezza di cui fanno parte.

Si scontrano duramente con la realtà della vita fin da piccoli: partecipare con i genitori alle faccende da svolgere, accudire i fratellini anche se la differenza è solo di un paio d'anni; crescono insieme avendo cura l'uno dell'altro, mentre i genitori lavorano; hanno l'aspetto di "piccoli adulti" tuttofare, nei modi e nelle espressioni, senza mai perdere la spensieratezza, ti commuovono teneramente e ti stupiscono.
Lungo i vicoli dei villaggi si incontrano gruppi di bimbi che urlano, cantano, saltano, ridono a crepapelle, gioiosi e liberi come cuccioli randagi, ti fanno le feste, se gli fai un sorriso sei loro amico, ti prendono per mano e ti coinvolgono nei giochi o si fanno coinvolgere nel girotondo, curiosi di imparare nuove filastrocche.
Purtroppo il turismo ha rovinato l'ingenuità e l'approccio disinteressato nei confronti degli stranieri, visti come fonte di denaro. Nei luoghi più battuti dai turisti, i bambini hanno imparato a tendere le mani, chiedendo monete, caramelle o penne. E' poco costruttivo il ruolo di benefattori che gli occidentali continuano ad impersonificare.
Il problema è di carattere morale: per loro è automatico individuarci come "i ricchi", con molta facilità doniamo una piccola cifra senza pensare alle conseguenze.
E' antieducativo portare a casa dei soldi "regalati", rispetto alla stessa cifra guadagnata dai genitori con fatica.
Il valore della loro moneta è nettamente inferiore alla nostra, sottovalutarne la differenza vuol dire non avere rispetto per  loro dignità, non apportando nessun beneficio alle loro condizioni economiche.
E' bello invece fermarsi con i bimbi, cercare di comunicare, di instaurare uno scambio, dialettico o gestuale ma che sia di carattere umano, di conoscenza e di incontro.
L'impatto con i bambini meno fortunati è stato non meno impegnativo da gestire, in India ci sono milioni di persone che vivono di elemosina, i cosiddetti intoccabili, l'ultimo gradino nella scala delle caste: i nullatenenti che vivono in baracche di fortuna sui bordi delle strade.
Nulla potrà mai cambiare per loro, nascere con questa etichetta vuol dire accettare il volere divino, inutile dunque cercare di cambiare lo stato di cose per migliorare la propria condizione con l'impegno, il lavoro, la realizzazione; non avverrebbe comunque il passaggio da quel gradino a quello superiore: questa è la legge che regola le caste. L'immagine è straziante, difficile tirar dritti, ma gli intoccabili sono tantissimi ad ogni angolo della città e non è materialmente possibile aiutare tutti.

Dal diario di viaggio: 
"I bambini per strada li incontri a gruppetti, pronti a stregarti con gli occhi da tristezza, abbandono e povertà; il loro mestiere è diventare la tua persecuzione, anche solo per ottenere una rupia. Conoscono tutti i trucchi espressivi per ammaliarti e commuoverti;
ma dopo aver visto così tanti bambini con quelle stesse espressioni, anche io ho imparato il trucco per indurire il cuore, velare gli occhi, vedere solo i bambini che sono, non dei mendicanti. Mi  piace giocarci, ignorare la loro insistente pretesa, fargli capire che se posso dargli qualcosa non sono i soldi, non un sentimento di pietà, so come farli uscire da quel ruolo, come farli sorridere, per iniziare a scherzarci e prendersi in giro.
Sono perspicaci, intelligenti , con gli occhioni scuri ti scrutano a fondo, sembra che ti leggano dentro, sono curiosi, affascinati dalla nostra buffa diversità, i nostri nomi spesso li fanno sorridere e non sempre riescono a ripeterli. Amano farsi fotografare."

Un posto speciale nel nostro cuore è occupato dai bambini tibetani, per il loro destino sfortunato. Per quanto la situazione dei rifugiati, sia in Nepal che in India, sia di buon inserimento e di serena convivenza con gli ospiti, non vivono nella loro terra, la conservazione e lo sviluppo della loro cultura e delle tradizioni risentono della dittatura cinese che preme con violenza.
Non smetteranno mai di credere e di sperare in un domani migliore, con fede e serenità  pazientano e combattono pacificamente per i loro diritti e per l'armonia e l'amore fra gli uomini.
Collaborare a far vivere nel tempo la loro preziosa cultura, sarebbe la nostra grande speranza, il nostro desiderio, un obiettivo da raggiungere."
 

Barbara Alessandrelli e Massimiliano Onano